IL BEATO TITUS ZEMAN: MARTIRE PER LA FEDE E IL SUO SERVIZIO PASTORALE

Titus Zeman, presbitero, martire

Decreto di martirio: 27 febbraio 2017

Beatificazione: 30 settembre 2017

Ricorrenza liturgica: 8 gennaio 

La storia di Titus Zeman è un ottimo esempio di fedeltà alla causa di don Bosco, in particolare attraverso lo zelo e l’amore per salvare la vocazione dei giovani salesiani quando in Slovacchia ci fu l’avvento e l’instaurazione del regime comunista.

CENNI BIOGRAFICI

Tito Zeman, salesiano slovacco, nacque da una famiglia cristiana il 4 gennaio 1915 a Vajnory, presso Bratislava. Desiderava diventare sacerdote sin dall’età di 10 anni e compì gli studi ginnasiali e liceali nelle case salesiane di Šaštín, Hronský Svätý Beňadik e a Frištak u Holešova; nel 1931 intraprese il noviziato ed il 7 marzo 1938 emise la professione perpetua al Sacro Cuore di Roma.

Studente di teologia presso l’università Gregoriana di Roma, e poi a Chieri, sfruttava il suo tempo libero per fare apostolato nell’oratorio. 

A Torino, il 23 giugno 1940, raggiunse la meta tanto desiderata dell’ordinazione sacerdotale, grazie all’imposizione delle mani del card. Maurilio Fossati. Il 4 agosto 1940 a Vajnory, suo paese natale, celebrò la sua prima messa.

Nella notte del 13/14 aprile 1950 il regime comunista vietò in Cecoslovacchia gli ordini religiosi, occupò con i suoi miliziani i conventi e le case dei religiosi e delle religiose, deportando consacrati e consacrate in campi di concentramento.

In Slovacchia questa fu chiamata “La notte dei barbari”. La Provvidenza volle che don Zeman in quei mesi si trovasse nella parrocchia diocesana di Šenkvice e così evitasse l’imprigionamento. Fu un’idea del giovane salesiano don Ernest Macák quella di far passare illegalmente il confine cecoslovacco-austriaco ai giovani chierici e a qualche coadiutore, portandoli a Torino nella casa madre dei salesiani, dove avrebbero potuto completare gli studi teologici e adempiere così il loro desiderio di diventare salesiani consacrati ai giovani.

Zeman s’incaricò di realizzare questa rischiosa attività e incominciò a preparare il passaggio clandestino attraverso il confine tra la Slovacchia e l’Austria. Il Servo di Dio organizzò due spedizioni per oltre 30 giovani salesiani. Alla terza spedizione insieme con i fuggitivi venne arrestato.

 

IL CARCERE

Durante i vari interrogatori lo picchiarono e gli spaccarono alcuni denti. Quando don Zeman sperimentò la violenza su sé stesso e la vide nei confratelli, prese su di sé la responsabilità e si incolpò di aver organizzato la loro fuga all’estero.

Riguardo a questo periodo lo stesso Beato dichiarò: “Quando mi hanno preso, per me è stata una Via Crucis. Dal punto di vista psichico e fisico l’ho vissuta durante il carcere preliminare.

In pratica durò due anni… Vivevo in una paura continua che in qualsiasi momento si aprisse la porta della mia cella e mi portassero fuori, al luogo d’esecuzione. Vedi, per questo tutti i miei capelli sono diventati bianchi. Se ritorno alle torture inimmaginabili sofferte durante gli interrogatori, ti dico sinceramente che ancora oggi mi vengono i brividi. Nel picchiarmi e nel torturarmi usavano metodi disumani. Per esempio, portavano un secchio pieno di liquame di fogna, in esso mi immergevano la testa e me la tenevano dentro finché non cominciavo a soffocare. Mi davano dei forti calci in tutto il corpo, mi picchiavano con qualsiasi oggetto. Dopo uno di questi colpi per vari giorni sono diventato sordo”.

Subì un duro processo durante il quale venne descritto come traditore della patria e spia del Vaticano e rischiò addirittura la morte. Il 22 febbraio 1952, in considerazione di alcune circostanze attenuanti, venne condannato a 25 anni di pena.

Uscì di prigione, in prova, solo dopo 12 anni di reclusione, il 10 marzo 1964. Abitò presso suo fratello, lavorando come operaio in un magazzino di prodotti tessili. Più tardi gli permisero di fare il magazziniere; occupazione che svolse sino alla fine della vita. Ormai irrimediabilmente segnato dalle sofferenze subite in carcere, morì cinque anni dopo, l’8 gennaio 1969, circondato da una gloriosa fama di martirio e di santità. 

Visse il suo calvario con grande spirito di sacrificio e di offerta: “Anche se perdessi la vita, non la considererei sprecata, sapendo che almeno uno di quelli che avevo aiutato è diventato sacerdote al posto mio”.

La dedizione, il coraggio e il sacrificio dimostrati al massimo livello dal Servo di Dio durante le fughe clandestine attraverso il confine, mostrano che si tratta di un sacerdote che possiamo definire: martire per la salvezza delle vocazioni. 

Ingiustamente imprigionato, torturato, condannato, rimasto in carcere duro per 13 anni e per altri sei sorvegliato e impedito di svolgere pienamente la sua vocazione salesiana, è un esempio e modello di pastore, capace di spendere e dare la propria vita per quei giovani, che nell’intimo del cuore e anche nella vita sociale erano impediti di seguire il Cristo più da vicino. 

Il suo messaggio: “Agisci sempre secondo il modello di don Bosco e gli altri ti seguiranno” è attuale anche oggi.

 

QUANDO LA STORIA DIVENTA ISPIRAZIONE: L’INCONTRO TRA ADÈLE DANI E IL MARTIRE TITUS ZEMAN

Ci sono storie che non si leggono soltanto: si imprimono nel cuore, chiedono di essere raccontate ancora, con nuove parole e nuova vita. È ciò che è accaduto ad Adèle Dani, autrice del romanzo 024858 La stella spezzata, dopo aver conosciuto la vicenda di don Titus Zeman.

Colpita dalla forza silenziosa del suo martirio, dalla fede incrollabile che gli permise di affrontare la prigionia come un atto d’amore, l’autrice ha scelto di trasformare quella testimonianza in racconto, dando voce a un’anima che continua a parlare anche oggi. 024858 La stella spezzata nasce così: come un omaggio letterario alla libertà dello spirito, alla luce che nessuna oppressione può spegnere, e come segno di gratitudine verso chi ha saputo credere fino alla fine.

Articolo aggiunto alla lista dei desideri

Questo sito usa cookie di analytics per raccogliere dati in forma aggregata e cookie di terze parti per migliorare l'esperienza utente. Maggiori Informazioni