IL SANTO TRANSITO DI SAN GIUSEPPE
NELLE VISIONI DI MADRE MARIA CECILIA BAIJ
Giuseppe avvocato dei moribondi
Vedendo la felice sorte che aveva Giuseppe di essere assistito, nella sua infermità e transito, da me e dalla mia diletta Madre personalmente e che doveva fare un passaggio sì felice, pregai il Padre mio, che si fosse degnato di costituirlo avvocato dei moribondi, perché avendo sperimentato lui questa consolazione e felice sorte di morire con l’assistenza mia e della mia diletta Madre, si fosse impiegato in questo ufficio di carità verso i miei fratelli, impetrando loro la grazia di morire con l’assistenza mia e della mia diletta Madre e sua ancora, massime ai suoi devoti. Si compiacque il Padre della richiesta, ed impose a me il manifestarlo a Giuseppe, ed io lo feci, come ti dirò a suo luogo. Ringraziai il Padre a nome di tutti i miei fratelli, per aver loro concesso un sì potente avvocato, in tempo in cui si trovano nella maggior necessità e bisogno, qual è il punto della morte; e perché conoscevo quanto loro fosse stato necessario l’aiuto in quel punto, procurai di provvederli di un avvocato potente presso il Padre mio, di me e della mia diletta Madre, perché allora essendo tempo di giustizia, in cui l’anima si avvicina a rendere lo stretto conto di tutte le sue opere, ritrovasi misera in gran conflitto, conoscendo di dover comparire avanti al supremo giudice. Gli assalti dei nemici son violenti e perciò ha bisogno di grande aiuto; e molti per le loro colpe e infedeltà, si sono demeritati l’aiuto mio speciale e della mia diletta Madre, perciò loro procurai l’aiuto e protezione di Giuseppe, affinché avesse supplicato per essi e impetrato loro grazia presso di me. Vidi come sarebbe stato molto efficace questo protettore, e che molti, per questo mezzo, avrebbero ritrovato grazia presso del giudice ed ottenuta la divina misericordia ed assistenza; ne godei molto, perché altro non bramavo che si salvassero le anime, che avevo redente col mio sangue e per le quali tanto mi ero adoperato presso il Padre per la loro salute. E siccome la morte di Giuseppe fu la prima che fosse felicitata dalla presenza mia ed a cui io assistei sempre presenzialmente, così maggiormente mi occupai in procurare per tutti i miei fratelli un felice passaggio, supplicando il Padre a volersi degnare di concedere a tutti quegli aiuti speciali, che in quell’ultima ora tanto sono ad essi necessari, ed il Padre tutto mi promise.
Gesù raccomanda l’anima di Giuseppe
Arrivato il tempo in cui Giuseppe doveva terminare la vita, gli parlai con grand’amore e gli dissi: – Sappiate, o Padre mio amatissimo ed amico fedelissimo, che già è giunta l’ora del vostro felice e fortunato passaggio. Perciò andate pure a riposare nel seno di Abramo, perché in breve verrò io a levarvi e condurvi all’eterno regno, con tutti gli altri che ivi dimorano, e date a tutti la felice novella, che in breve il Redentore del mondo sarà a scarcerarli, e glorioso e trionfante li condurrà seco a godere il Regno, che con la sua passione e morte loro avrà conquistato. E voi amico fedele, godrete un premio ed una gloria incomparabile sopra tutti gli altri, per quello che avete sofferto e patito in allevarmi e custodirmi. Grande è la gloria che il Padre mio vi tiene preparata, e per i servigi prestati a me, e per la cura e fedeltà con cui avete custodito la mia dilettissima Madre e vostra castissima sposa. Perciò, andate pure contento, e sia pur felice e beato il vostro passaggio. Vi dico ancora come il Padre mio vi ha costituito avvocato e protettore dei moribondi, per la felice sorte che a voi è toccata di morire con l’assistenza mia e della mia dilettissima Madre; perciò procurerete con le vostre suppliche e intercessioni, che tutti i fedeli abbiano a godere la bella sorte di essere assistiti dalla presenza mia e della mia diletta Madre, se non visibile, invisibile, con la grazia mia e favore della diletta Madre. Godete pure della vostra morte, perché è preziosa nel cospetto del Padre mio. Consegnate pure il vostro spirito nelle mie mani, che io lo presenterò al Padre, acciò con la sua benedizione vada a riposare per breve tempo nel seno di Abramo. Lasciate pure la cura a me del vostro passaggio, e siate certo che sarà felice e beato, perché io son qui per consolarvi appieno, e rendervi il contraccambio di quel tanto che voi avete operato e patito nella cura che avete avuto di me. Non vi occupi il timore della morte, ma vi apporti allegrezza nel vedere che morite fra le mie braccia, ed essendo con voi l’autor della vita, certo deve essere allegra e felice la vostra morte. Non vi dispiaccia di allontanarvi da me, perché la mia grazia sarà sempre nell’anima vostra, ed il desiderio mio sarà di venire presto a scarcerarvi e condurvi a godere nel seno del Padre mio. Non abbiate alcun pensiero o timore di quello che sarà di me e della vostra casta sposa, perché devesi in noi eseguire la volontà del Padre mio. Perciò andate pur contento, né occupi il vostro spirito alcun timore.
Potete leggere l’intero toccante episodio del santo transito di San Giuseppe su Il Segno del soprannaturale di marzo oppure nel primo libro della Vita interna di Gesù Cristo di madre Maria Cecilia Baij
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