TERESA HELENA HIGGINSON, LA MAESTRA CHE ASCOLTAVA GESÙ
di Daniela Distefano
Traggo materiale, ispirazione, riflessioni, stupore riversati in questo articolo, dal volume “Teresa Helena Higginson. La mistica della devozione al Sacro Capo di Gesù” di Cecil Kerr; un testo corposo, che suscita l’appetito di chi vuol sapere di più di questo scricciolo di donna che divenne Serva di Dio pur rimanendo nel mondo senza essere del mondo, come una vera Santa.
LA VITA
La sua vita fu illuminata da una Luce spirituale penetrante sin dall’infanzia. Nel 1844, quando in Inghilterra molti guardavano con nostalgia alla Chiesa di un tempo, nel santuario di Holywell nacque una bambina. Figlia di un padre cattolico e di una madre convertita, ereditò dall’uno le eroiche tradizioni delle età più buie in cui la fede si era quasi spenta, e dall’altra le accese speranze di un futuro che avrebbe rischiarato di nuovo la terra. E lei stessa, benché non fosse destinata a svolgere ruoli pubblici nella storia del mondo, poté dare ancora prova di essere stata uno strumento speciale, di quelli che Iddio Onnipotente sceglie di tanto in tanto per portare a compimento i Suoi fini misteriosi. Teresa era la terza figlia. Una delle lezioni che sua madre impresse con maggiore fermezza nella mente dei figli fu la pratica della presenza di Dio. Era solita invitare i figli ad immaginare sempre Nostro Signore in piedi accanto a loro e, durante la sua ultima malattia, Teresa confidò ad un sacerdote come questo pensiero le avesse procurato sempre grande consolazione. “Non dovevo che stendere la mia mano, per trovarla sempre nella Sua”, affermava. In una delle sue prime memorie, ricordava di aver sentito dire da un sacerdote che ella sarebbe diventata una grande santa o una grande peccatrice. “Penso che l’aver sentito ciò abbia lasciato un grande segno in me, anche se egli non pensava che io lo stessi ascoltando. (Le sue parole) scesero sino in fondo alla mia anima. Non so quanti anni potessi avere allora, ma devo essere stata molto piccola”. Si preannunciava una piccola grande fiammella che non mancò di attirare nel corso del suo tragitto terreno persecutori e calunniatori, curiosi e cinici di ogni risma. Da parte sua, sentendo in forma acuta ciò che le accadeva, accettò tutta questa persecuzione con gratitudine e persino con gioia, chiedendo continuamente preghiere per i suoi calunniatori, che ella sinceramente considerava quali suoi maggiori benefattori. La sua fu una vita innocente, con pochissimi peccati veniali, di cui fa menzione nelle lettere. Sin da quando aveva appena quattro anni pare che il nostro Santo Signore l’abbia chiamata in modo del tutto speciale a forme di austerità. Ci vollero tre mesi per estrarle dalla carne una cintura di ferro, le venne dato l’ordine di sospendere qualsiasi genere di mortificazione; sopportava ferite profonde fatte con un ferro rovente, che ricopriva con sale e aceto. Per tre settimane si cercò di indurla a mangiare, vanamente. Ella rispose: “Penso che il nostro Signore non voglia che assuma nulla”. Le permisero di non assumere nulla ed il giorno seguente stava di nuovo abbastanza bene. “Credo veramente che neppure dorma mai – scrisse di lei un testimone, aggiungendo – Una volta le infilai uno spillo nel braccio ma non evidenziò alcuna sensazione. So che è stata oltraggiata in modo violento da un sacerdote di questa città, ed altre persone che avevano potuto essere testimoni dell’oltraggio mi dissero che ella non aveva detto una parola. Una volta, essendo accusata di furto in un altro luogo, quando i suoi genitori, dopo un anno, ne vennero a conoscenza, vollero far causa ai calunniatori, ma ella se ne dolse a tal punto da convincerli a rinunciarvi”.
Continua su Il Segno del soprannaturale di maggio 2026
Oppure venite a conoscerla nel libro a lei dedicato: “Teresa Helena Higginson. La mistica della devozione al Sacro Capo di Gesù” di Cecil Kerr
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