NATUZZA EVOLO
LA GRAZIA DELLA MATERNITÀ
Padre Marc Flichy ci presenta la figura della mistica calabrese Natuzza Evolo come grande dono materno di Gesù e Maria per il nostro tempo, sottolineandone il carisma di accoglienza, conversione e attenzione speciale ai più emarginati. Mostra come Natuzza sia diventata una sorta di “portavoce” di Cristo, soprattutto a Paravati, luogo pensato come casa calda e accogliente per chi è ferito nella vita. Un nucleo importante del testo è la famiglia: attraverso Natuzza, Cristo richiama alla fedeltà coniugale, all’unità tra amore fisico e spirituale, alla centralità dei genitori nella crescita dei figli e al rifiuto dell’egoismo e del culto dei beni materiali. I genitori vengono ritenuti in parte responsabili della crisi dei giovani, perché spesso abdicano al loro ruolo educativo, mentre la maternità spirituale di Natuzza si rivolge proprio ai “perduti”: tossicodipendenti, emarginati, giovani disorientati, che trovano in lei tenerezza, ascolto e un cammino di rinascita. Nel quadro di una modernità che crea masse di giovani fragili, dipendenti e incapaci di stabilità, la figura di Natuzza viene proposta come “sorriso del Cielo”, segno che Dio non ha abbandonato l’umanità e continua ad agire tramite “salvatori per procura”. In coda, il testo ricorda che la Chiesa ha aperto ufficialmente la causa di beatificazione di Natuzza, proclamandola “serva di Dio” e avviando l’esame delle sue virtù e dei frutti spirituali legati al suo carisma.
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